Palazzo Moneta

Nella campagna del veronese riposa una pinacoteca a cielo aperto, splendido palazzo storico del XVI secolo.

Villa del XVI secolo

Villa Moneta sorge nel comune di Belfiore, in mezzo a campi e distese di vigneti e alberi da frutta. Il fabbricato è facilmente accessibile.

Cosimo Moneta

Palazzo appartenente alla famiglia Verità, subisce un passaggio di proprietà nel 1557 quando il banchiere Cosimo Moneta eredita l’intero possedimento e costruisce nelle vicinanze la sua fabbrica.

Bartolomeo Ridolfi

Nel 1563 giungono a termine i lavori di ricostruzione e di decorazione, quest’ultimi ad opera dello scultore italiano Bartolomeo Ridolfi.

Giorgio Visari

Tre anni dopo muore il proprietario, lasciando il palazzo alla balia di feste e giochi, raggiungendo con la sua fama lo storico dell’arte Giorgio Visari. Proprio quest’ultimo nel “Le Vite” va a definire la dimora come una “bellissima villa”.

Famiglia Serego

A causa dei debiti insoluti, nel 1577 i figli di Cosimo Moneta sono costretti a vendere la villa a Federico e Antonio Maria Serego. Però il loro cugino, Marcantonio, non riesce a vedere di buon occhio il passaggio di proprietà. Oramai già in possesso dei terreni limitrofi, era da anni in accordo con la famiglia Moneta anche per l’acquisto dell’edificio. Dopo una serie di inganni e tranelli per ottenere l’immobile, i fratelli sono costretti a pagare l’indennizzo di 2750 ducati a Marcantonio.

Successive a queste diatribe familiari, nel 1587, ad abitare la villa ci sarà il figlio di Federico, Alberto.

Ed è proprio la famiglia Sarego a trasformare la proprietà in una tenuta agricola, con annesse le due barchesse costruite nel XVII secolo.

Il restauro della villa

Nel 1966 avviene il restauro degli affreschi con l’aiuto della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Verona. In quegli anni vengono tolti 22 affreschi, sequestrati nel 1982. Nel 1991 il dissequestro ordinato dal Gip, purtroppo mai avvenuto.

Nel 2000 sono avvenuti alcuni tentativi di restauro, tra cui il recupero di una delle barchesse. Il resto giace in uno stato precario.

Paolo Farinati, il FalconettoBartolomeo Ridolfi

Costruito su tre piani, l’edificio ricorda più un palazzo che una villa. Al suo interno affreschi e decori di artisti importanti come Paolo Farinati, il Falconetto e Bartolomeo Ridolfi (quest’ultimo collaboratore del Palladio). Sopra le porte d’entrata sono decorati il “Ratto d’Europa” e “Venere, Amore e un Satiro”. Nel salone centrale è raffigurata Giunione, divinità olimpiche, putti, animali marini, conchiglie e scene di battaglia e di trionfo.

Sempre al piano terra troviamo in partitura in stucco la “Sala delle Quattro Stagioni”, al cui interno sono raffigurati divinità e grottesche. Salendo al primo piano c’imbattiamo nella stanza “degli illeciti Amori” con affreschi tratti dalla Metamorfosi di Ovidio. Un dettaglio davvero insolito è la “scala degli asini” (in italiano volgare “scala dei mussi“), costruita in modo elicoidale cosicché gli animali da soma potessero dirigersi senza troppa fatica nella stalla.

Più info le potete trovare alla seguente pagina del comune di Belfiore: https://www.comune.belfiore.vr.it/c023007/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/7

 

 

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