Nascosto tra la fitta vegetazione delle colline Aravalli, nel cuore del Nahargarh National Park di Jaipur, sorge un palazzo che pochi conoscono. Non compare nelle guide turistiche ufficiali e non è segnalato lungo i sentieri principali, ma da oltre un secolo resiste all’intemperie. È l’Odhi Bhawan, una residenza di caccia oggi abbandonata, che racconta un capitolo dimenticato della storia reale del Rajasthan.

Cos’è Odhi Bhawan
Odhi Bhawan (chiamato anche Odhi Ram Sagar o Shikaar Odhi) è un ex palazzo di caccia immerso nel Nahargarh Biological Park, sulle colline Aravalli a nord di Jaipur. Il complesso è attribuito al regno di Sawai Madho Singh II (1880–1922), noto per avere promosso diverse strutture legate allo shikar nei dintorni della città.





Un complesso di tre haveli
Il sito comprende tre haveli: il corpo principale affacciato sul Ram Sagar Lake e due avamposti in quota, Gopal Bilas e Ganga Bilas, intitolati ai figli del maharajah. In alcune testimonianze locali il corpo principale è chiamato anche Lalit Bilas. Dall’alto si apre una vista ampia sulla catena Aravalli, particolarmente scenica durante il monsone.



Architettura e stato di conservazione
La haveli principale è un volume su tre piani con due torri di guardia, corridoi interni a sviluppo lineare e corti centrali. Sulle superfici murarie sopravvivono tracce di araish (finitura lucida a base di calce, tipica del Rajasthan). Oggi l’edificio è invaso dalla vegetazione e presenta segni diffusi di degrado materico.



Dalla caccia reale all’abbandono
Terminata l’epoca della caccia, il palazzo è stato abitato da un tantrik con la famiglia, che svolgeva rituali e curava in modo informale alcuni ambienti. In seguito, secondo racconti locali, il Dipartimento Forestale avrebbe disposto lo sgombero e la struttura è rimasta vuota.



Dove si trova e come si accede
Odhi Bhawan si trova all’interno del Nahargarh Wildlife/Biological Park. Ufficialmente l’accesso all’area è soggetto a permesso, ma nella pratica il sito può essere raggiunto anche a piedi o in autostop da Akedadoongar, passando per Sisiyawas, senza particolari controlli. Un’altra possibilità è noleggiare un motorino ed entrare dall’ingresso principale del Nahargarh Biological Park. È consigliabile visitare la zona solo nelle ore diurne, dopo le 5.30 del mattino e prima del tramonto: la foresta circostante è infatti habitat naturale di leopardi e iene.

Tra superstizione e storie di fantasmi
In Rajasthan, come in gran parte dell’India, le credenze popolari e la superstizione giocano un ruolo importante nella percezione dei luoghi abbandonati. Anche Odhi Bhawan non sfugge a queste narrazioni: la sua posizione isolata, la foresta fitta che lo circonda e il lento decadere delle strutture hanno alimentato voci su presenze misteriose.
Gli abitanti dei villaggi vicini raccontano di aver udito rumori insoliti provenire dalle rovine, soprattutto nelle ore notturne, e molti evitano di avvicinarsi al palazzo dopo il tramonto. Il fatto che per anni la residenza sia stata abitata da un tantrik, un sacerdote dedito a rituali esoterici, ha contribuito a rafforzare la percezione che il sito sia legato a energie poco rassicuranti.
Queste storie non sono rare in India: molti edifici coloniali o residenze reali ormai in rovina sono circondati da leggende di spiriti o maledizioni. Più che veri fenomeni paranormali, spesso si tratta di una combinazione di superstizione, timore della foresta e del suo silenzio, e della memoria collettiva che lega il presente al passato di questi luoghi.


Le iscrizioni sacre sulle pareti
All’interno delle stanze più interne di Odhi Bhawan, le pareti sono sorprendentemente rivestite da grandi lastre di marmo bianco incise con antichi versi in sanscrito. Non si tratta di semplici decorazioni, ma di veri e propri estratti da testi sacri dell’induismo, come i Purana e le Upanishad.
Alcuni di questi versi recitano:
- “Gloria a Rama, vittoria eterna a Rama”, un mantra che richiama la protezione del dio Rama contro le forze negative.
- “Il Dharma protegge chi protegge il Dharma”, inciso come ammonimento morale e guida spirituale.
- “Che tutti siano felici, che tutti siano liberi dalle malattie”, un auspicio universale inciso su pietra come atto di devozione.
- “Dalla morte guidami all’immortalità”, un’invocazione che richiama il desiderio umano di liberazione e trascendenza.
Queste iscrizioni, scolpite probabilmente dal tantrik che viveva nel palazzo dopo il suo abbandono, trasformarono le stanze in un luogo a metà tra il tempio e l’eremo spirituale.
Non sorprende che la gente del posto, vedendo queste pareti ricoperte di versi sacri, abbia iniziato a considerare l’edificio come un luogo mistico, protetto e allo stesso tempo temuto.


Perché è importante
Odhi Bhawan è una testimonianza rara del sistema dei lodge di caccia di fine Ottocento/inizio Novecento a Jaipur, per dimensioni e impianto paragonabile ad alcune havelis urbane. La posizione in ambiente forestale preserva il contesto originario, ma complica interventi di tutela e monitoraggio. Alcune ricostruzioni locali citano anche influenze di “British bungalow style” negli avamposti, segno di un linguaggio ibrido dell’epoca.






Posizione urbex:



