La città delle rane

Frog City Abandoned Mall in Zhu jia Jiao, China

Nella foresta d’acciaio e cemento di Shanghai, le fiabe urbane prendono vita col calare del sole.

Ubicazione

Qingpu Dongdu Frog City si trova a due passi dalla stazione Dianshan Lake Avenue, linea 17 della metro, nel cuore del distretto di Qingpu a Shanghai.

Esplorazione urbana notturna

Ero ospite da un’artista di Zhujiajiao quando, una sera qualunque, mi tira fuori l’idea: “Andiamo a vedere un centro commerciale fantasma”. Prepariamo lo zaino alla svelta e saltiamo su un autobus verso la linea metro che avevo già usato per arrivare da Shanghai centro. Mi scarica vicino a un chiosco di fritti ambulanti. Dietro l’angolo, un cancello da scavalcare.

Ho imparato che in Cina non esistono angoli ciechi per le telecamere del Grande Fratello. “Tranquillo, è solo un rudere abbandonato”, mi dice. “Da comunisti, niente proprietà privata: se è vuoto, appartiene a tutti”. Poco credevo a questa storia.

Lei scala il cancello in un lampo e atterra dall’altra parte. Io aspetto che la via si svuoti un po’, poi mi butto con un balzo.

Finisco su un ponte sospeso che un tempo univa la strada ai parcheggi sotterranei. Mi blocco: luci fioche più in basso. Lavoratori notturni di guardia. Le faccio segno che non si passa con gente intorno; chissà come funziona l’urbex qui, non voglio rischiare. Lei insiste, fa spallucce e va avanti.

Entro nei corridoi neri, torcia in mano. Ombre mosse nei piani inferiori. Statue di rane giganti, immobili come guardiani di un regno perduto. Occhi tondi e verdastri che fissano il vuoto, illuminati dal mio fascio di luce. Poco oltre, una balena sospesa, relitto di un parco giochi mai più riempito.

Scendiamo ai parcheggi seminterrati, esco titubante dal posto di guardia: vuoto, nessuna anima. Primo ibrido di tanti: abbandonato in teoria, vivo di presenze fantasma e lavoratori.

La Storia nascosta

Dongdu Frog City nasce come parco commerciale a tema “creation themed”, un mix di shopping e attrazioni ludiche con rane come protagonisti. Progettato negli anni 2000 nel boom dei mega-mall cinesi, apre tra il 2004 e il 2007 a Qingpu, Shanghai. Circa 290.000 metri quadri di cascate artificiali, laghi, teatri e colline finte.

Ma il declino arriva veloce. Concorrenza feroce da nuovi colossi, e-commerce che mangiano i negozi fisici. Negozi come KFC, Starbucks, Jack & Jones e C&A chiudono uno dopo l’altro. Operativo per una decade scarsa, verso il 2017 è già un guscio vuoto. Un progetto di rilancio negli anni 2020 (pianificato dal 2015, ritardato dal Covid) lo ravviva brevemente: apre nel 2024, attira persino le riprese del film cinese Good Stuff (好东西, 2025) come citato da un post Reddit, con scene tra le vie commerciali e i leisure space.

Posizione urbex:

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