Ghost boat sul Donaukanal, Vienna

Non mi aspettavo di trovare una nave abbandonata nel centro di Vienna. Eppure era lì, ormeggiata lungo il Donaukanal, non lontano dal Ring e dall’Opera: scheletri di legno e lamiere arrugginite dove un tempo fluttuava una piccola corte di vernice e ottone.

Come siamo entrati

L’accesso non era difficile. Le porte principali della barca erano sbarrate ma in modo labile — una fessura nel compensato bastava per infilarsi. Resta comunque esplorazione urbana, non una passeggiata: i passanti osservano e le autorità locali intervengono rapidamente. Entrare in una imbarcazione fatiscente nel centro di una capitale comporta gli stessi rischi legali e di sicurezza di sempre.

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Breve storia

Lo scafo riportava date antiche; fonti locali attribuivano l’imbarcazione alla metà dell’Ottocento, citando spesso il 1853 come anno di costruzione. Per decenni fece parte della flotta danubiana imperiale e, per reputazione, fu una delle imbarcazioni più eleganti sul fiume. Già dagli anni Sessanta il suo periodo d’oro era alle spalle.

Nel 2013 dei provvedimenti municipali dichiararono il mezzo non sicuro e lo immobilizzarono. Lasciato a marcire nel canale, la struttura subì inondazioni ripetute, corrosione e atti di vandalismo. Quando lo visitammo lo scafo era un collage di graffiti, vetri rotti e giunzioni deformate — il fantasma di ciò che fu.

L’interno

Lo scafo presentava tre ponti distinguibili, anche se alcune parti di calpestio erano marce o mancanti. Le finestre erano sbarrate o sigillate; gli arredamenti interni erano stati rimossi o erano crollati. Dove pannelli e modanature erano sopravvissuti, tracce di vernice e di laccatura lasciano intuire un passato più ornato. Dal tetto — raggiungibile con cautela — la città si apriva in una veduta: un profilo moderno punteggiato da gru, tram e dal traffico lungo il Ring.

L’atmosfera era silenziosa e stranamente domestica. Più che una rovina eroica, la barca ricordava un appartamento abbandonato: intima, a misura d’uomo, non teatrale. I graffiti e gli oggetti abbandonati leggevano come registri di presenze transitorie anziché di occupazioni permanenti.

Dopo la nostra visita

La stampa locale del 2016 citava la vendita dello scafo e proposte di trasformarlo in un caffè rivolto ai visitatori dall’Asia, attribuendo il progetto a una persona di nome Norbert Weber. Proposte simili circolano spesso attorno alle imbarcazioni fatiscenti: alcune vanno avanti, altre restano sulla carta.

Nota importante: la barca non si trova più in loco e lo scafo è stato rimosso. La “Johann Strauss” ormeggiata e in rovina che visitammo non esiste più.

Posizione urbex

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