Castelo de Palmeira

Castelo de Palmeira

Il Castelo da Dona Chica, conosciuto anche come Castelo de Palmeira, Castelo Villa Rego, Casa da Chica o Palácio da Dona Chica, si trova nella parrocchia di Palmeira, nel comune di Braga, in Portogallo.

Si tratta di un palazzo dalle caratteristiche eclettiche in stile romantico, progettato dall’architetto svizzero Ernesto Korrodi. È stato classificato come bene di interesse pubblico con l’ordinanza del 20 febbraio 1985.

Storia

Francisco Peixoto de Sousa, nato nella parrocchia di Braga, Merelim, fa la sua fortuna in Brasile grazie al commercio del caffè. Alla sua morte, nel 1913, lascia la sua eridità alla figlia Francisca Peixoto de Sousa (Dona Chica), ancora adolescente. La figlia, nata in Brasile, si trasferisce subito in Portogallo e sposa João José Ferreira Rego.

La costruzione del Castelo da Dona Chica inizia nel 1915 su iniziativa di Francisca Peixoto Rego. Il nome del palazzo deriva dal nome della patrona, poiché Chica è la forma diminutiva di Francisca. I lavori si interrompono nel 1919, quando Francisca divorzia dal marito. Negli anni a seguire il proprietario cambia più volte e i lavori si trascinano per decenni, per concludersi nel 1991.

Attualmente, la proprietà si trova in uno stato di abbandono e degrado, dopo aver affrontato una controversia legale sulla sua proprietà che coinvolge diversi enti.

Castelo de Palmeira
Palácio da Dona Chica

Ricchezza, feste e lusso

Dona Chica non si limita all’ambiente conservatore della campagna portoghese e presto inizia a sperperare denaro in feste, lusso e nella costruzione del palazzo dei suoi sogni con l’unico scopo di ospitare delle grandiose feste e i suoi ospiti.

Dona Chica spende tutta l’eredità per costruire questo magnifico palazzo senza però mai viverci. Dopo essere rimasta vedova due volte e con un figlio, Francisca torna in Brasile dove si risposa e rimane fino al 1960, anno della sua morte. Prima di partire per il Brasile, si narra che Dona Chica maledisse il palazzo: “Vieni, Castelo, non sarai mai finito né abitato!”

La controversia legale

Dopo essere stato acquistato dal Consiglio parrocchiale di Palmeira, nel 1990, per circa 95 mila euro, l’ente locale lo affitta a un’azienda turistica, IPALTUR. Questa, a sua volta, apporta miglioramenti, costruendo un’area per il tempo libero con bar, discoteca, ristorante e sale per riunioni e congressi.

Con il “consenso” dell’autorità locale, l’IPALTUR ipoteca la proprietà per 750 mila euro presso la Caixa Geral de Depósitos. Secondo l’accordo, per dieci anni il Comune non avrebbe ricevuto alcun affitto.

Nel 1994 l’IPALTUR fallisce e la proprietà viene venduta nel 1998 a un’asta pubblica alla Caixa Geral de Depósitos. L’istituto finanziario riesce a recuperare parte del suo credito, mentre gli altri creditori, circa 20, sono stati costretti ad andare in tribunale per riavere i loro soldi.

Nel 2001 il tribunale di Braga ha stabilito che la CGD dovesse pagare 2.250 mila euro agli altri creditori per i lavori di miglioramento effettuati dalla fallita IPALTUR nell’immobile. Questa decisione, nel novembre 2002, è stata annullata dalla Corte d’Appello di Guimarães, confermata poi dalla Corte Suprema di Giustizia nel giugno 2003.

La proprietà viene acquistata nel 2010 da un imprenditore immobiliare per poi essere rivenduta nel 2019.

Architettura

L’edificio, che misura 84 piedi di lunghezza e 122 piedi di larghezza, è realizzato per la maggior parte in granito. Si erge su quattro piani ed è caratterizzato da un’ampia varietà di materiali e linguaggi e mescola riferimenti popolari ed eruditi, in uno stravagante eclettismo in cui si fondono stili dell’Art Nouveau, del Rinascimento, del Romanico, neogotici, neoarabi e “rustici” tipici dell’architettura neoromantica.

Isolati, i volumi hanno una propria immagine e stabiliscono una connessione attraverso materiali ed elementi decorativi. Le finestre sono in legno o in ferro, o addirittura in entrambi i materiali. Il ferro è utilizzato anche per la ringhiera, il coronamento del tetto e il mulino a vento. Si può notare la ripetizione della “foglia d’edera” come elemento decorativo, sia nel disegno delle ringhiere in ferro, sia in alcune modanature in marmo, che nell’applicazione di diversi motivi floreali nei capitelli dei vari colonnati e delle rose geometriche nelle chiusure degli archi ogivali. Le piastrelle sono colorate in verde.

Il bosco

I boschi circostanti sono caratterizzati da una vegetazione esotica che conta il mandorlo brasiliano, il pau-santo, il pino brasiliano, la palma, l’eucalipto, la japonica e da molte varietà nazionali quali la quercia, il platano, il cedro, il pino marittimo, il castagno, il salice, la mimosa e la quercia da sughero. All’interno della proprietà è presente un lago con una grotta con finte stalattiti per portare una visione romantica a imitazione del periodo medievale, riproducendo la natura, preferendo la “foresta” al geometrico giardino barocco.

Cronologia (Fonte: Wikipedia)

1915 – Progetto dell’architetto svizzero, naturalizzato portoghese per matrimonio, Ernesto Korrodi, commissionato da João José Ferreira Rego;

1919 – I lavori vengono sospesi, in una fase in cui l’interno dell’edificio è ridotto alle sue strutture fondamentali; incompiuti, i lavori vengono preventivati, all’epoca, per 370 contos de réis;

1938 – L’edificio viene venduto, per 165 contos di réis, a un nobile inglese che in seguito lo rivende, per 80 contos di réis, al contabile del conte di Vizela, Alberto Torres de Figueiredo. Francisco Joaquim Alves de Macedo acquista la proprietà e inizia i lavori al suo interno, senza alcun progetto di recupero, nel tentativo di far rivivere l’idea dei precedenti proprietari. Questo tentativo viene vanificato a causa delle molteplici divergenze sorte durante i lavori, in particolare con il Comune locale. Durante il restauro il poco che rimaneva degli elementi decorativi interni viene distrutto assieme alle ceramiche (azulejos, tegole e coppi), oltre alla soppressione di tutto il legno, base strutturale di tutti i pavimenti.

XX secolo (seconda metà) – Acquisita dal Consiglio parrocchiale di Palmeira, che concede la proprietà a IPALTUR, Investimentos Turísticos, S.A. attraverso un contratto a lungo termine, rinnovabile;

1985, 20 febbraio – Ordine di classificazione, con omologazione in Proprietà di Interesse Pubblico (IIP);

1992 – Adattamento, descritto come trasformazione, in uno spazio culturale e ricreativo, oltre che in un ristorante e altri servizi sociali e alberghieri, con progetto dell’architetto Paulo Tonet;

1992, novembre – Joaquim Costa, direttore dell’IPALTUR, cede il palazzo alla società “Veloso – Empreendimentos Turísticos e Residenciais”, per pagare un presunto debito, non voluto dagli altri creditori;

1993 – Presentazione dell’istanza di fallimento dell’IPALTUR, da parte della Caixa Geral de Depósitos, principale creditore dell’azienda, e destinazione incerta del possesso dell’immobile, in quanto ipotecato;

1998 – Acquisizione della proprietà da parte della Caixa Geral de Depósitos;

2004 – La Caixa Geral de Depósitos vende la proprietà all’asta pubblica per circa 2 milioni di euro alla società immobiliare Europovoa – Construções e Imobiliária,Lda. con sede a Póvoa do Varzim e guidata da José Campos.

2006 – La proprietà è in vendita.

2008 – L’immobile viene messo in vendita al prezzo di 2.250.000,00 euro.

2009 – La proprietà viene messa in vendita al prezzo di 2.500.000,00 euro.

2013 – Il bene viene classificato come monumento di interesse pubblico per ordine del Segretario di Stato per la Cultura, una decisione che conferma che si tratta di “un valore culturale di importanza nazionale” e il cui definitivo deterioramento rappresenta un “grave danno al patrimonio culturale”. La decisione colloca il castello di Palmeira sotto protezione speciale.

2014 – Viene acquistato da un imprenditore di Póvoa de Varzim (PMA Construções).

2017 – L’immobile viene rimesso in vendita al prezzo di 1.250.000,00 euro

2019 – Il castello viene venduto a due fratelli, uno emigrato negli Stati Uniti e l’altro residente in Portogallo, che intendono realizzare alcuni lavori di adattamento nello spazio circostante, per trasformarlo in una sede per eventi.

2022 – Annuncio che i proprietari stanno preparando un progetto di riconversione dell’edificio a fini turistici, con diverse valenze, tra cui quella di hotel di charme.

Posizione Urbex:

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