Le “State Guest Mansions” di Shenyang

The mysterious Chinese luxury ghost town is full of abandoned mansions.

A pochi chilometri da Shenyang, nel nord-est della Cina, si estende un complesso abbandonato che sembra provenire da un’altra epoca.

Il progetto nacque durante il boom immobiliare del 2010, quando la corsa all’edilizia trasformò vaste aree del Paese in cantieri permanenti. A Shenyang, il colosso Greenland Group  acquistò un’area immensa e diede vita a un piano ambizioso: 260 ville circondate da un campo da golf, un hotel e un centro congressi. I pavimenti erano in marmo, i lampadari in cristallo, gli interni sfarzosi e ispirati alle dimore europee del XIX secolo.
Era un sogno costruito per un’élite che, tuttavia, non arrivò mai ad abitarlo.

L’ascesa e il crollo di Greenland Group

Greenland Group fu una delle tante società immobiliari cinesi che, negli anni successivi, si ritrovarono travolte dai debiti. Nel progetto delle State Guest Mansions vennero investiti oltre 220 milioni di dollari, ma solo il 5% delle abitazioni riuscì a essere venduto prima che i lavori si fermassero, nel 2018.
Le cause di quell’abbandono non furono mai chiarite ufficialmente, ma le ipotesi non mancano.

The mysterious Chinese luxury ghost town is full of abandoned mansions.

Perché le città fantasma in Cina

Secondo molti analisti, la crisi del settore immobiliare in Cina — e il proliferare di progetti incompiuti, soprannominati Rotten Tail Buildings (“edifici dalla coda marcia”) — è legata alle rigide misure anti-indebitamento varate dal governo nel 2020. Queste restrizioni, pensate per frenare la speculazione, hanno portato molte società edilizie al collasso, lasciando milioni di alloggi incompleti e invenduti.

Si stima che nel Paese ci siano circa 65 milioni di abitazioni vuote, pari a oltre 230 milioni di metri quadrati di edifici abbandonati o mai terminati.
In molti, tuttavia, attribuiscono la colpa anche alla corruzione locale e alla repressione delle pratiche edilizie incontrollate, intensificata proprio sotto la presidenza di Xi Jinping. Da allora, l’ostentazione della ricchezza è diventata socialmente disapprovata, e progetti come questo sono finiti nell’oblio.

The mysterious Chinese luxury ghost town is full of abandoned mansions.

L’esplorazione: tra ville di marmo e campi di mais

Arrivo sul posto alle 10 del mattino, dopo un lungo tragitto in taxi dal centro di Shenyang. Mi faccio lasciare davanti all’ingresso principale: un grande cancello chiuso, sorvegliato a distanza. Appena un’auto esce dal complesso, colgo il momento per aggirarmi intorno alla recinzione.

Sotto alcune lamiere trovo un’apertura abbastanza ampia da far passare due persone. Mi infilo dentro e, pochi secondi dopo, mi trovo faccia a faccia con le ville abbandonate: facciate signorili, finestre vuote e un silenzio surreale. In lontananza, scorgo movimento: un’auto parcheggiata, qualche uomo che parla. Mi abbasso e avanzo tra i campi di pannocchie — oggi coltivati dai contadini locali che hanno riconvertito i giardini in campi agricoli.

Le antiche ville dei ricchi sono diventate stalle e depositi. Capre e mucche pascolano tra le colonne di marmo, mentre i contadini accumulano balle di fieno dentro i garage doppi. Anche il lago artificiale del complesso è ora uno stagno usato per l’irrigazione.

Salgo ai piani superiori per evitare alcuni cani randagi, piuttosto grossi, che vagano qua e là. Dentro gli edifici principali trovo lampadari, quadri e mobili coperti da strati di polvere. Alcune stanze sembrano uscite da Versailles: tavoli intarsiati, sedie dorate, tende di velluto scolorito.
In un grande palazzo incontro tre esploratori cinesi, sorpresi quanto me. Mi fanno qualche domanda rapida, poi proseguono le loro riprese.

Nell’edificio centrale scopro documenti amministrativi, fotografie d’epoca, decorazioni natalizie e persino un rilievo tridimensionale dell’intero complesso. Dopo tre ore di esplorazione quasi completa, esco dal sito con la sensazione di aver attraversato un frammento di storia recente: un monumento muto alla caduta (fortunatamente dico) dei sogni immobiliari cinesi.

Posizione urbex:

Lascia un commento