I ryokan delle montagne

Nelle remote montagne del Giappone, antichi ryokan termali pulsano ancora di acque miracolose, ma giacciono avvolti nel silenzio del degrado. Io e la mia compagna di avventure, Xing Yue, li abbiamo scoperti per caso durante una ricerca di un posto per il campeggio in tenda, trasformando un’occhiata fugace in un’esplorazione urbana.

La Scoperta Casuale

Mentre setacciavamo sentieri impervi alla caccia del sito perfetto per la tenda, la struttura ci balzò all’occhio: un albergo termale abbandonato con le sue vetrate opache. Il giorno dopo, nonostante i tempi stretti, torniamo armati di curiosità. L’ingresso principale è presidiato da una famiglia di ragni: ragnatele fitte e decine di esemplari appesi, pronti a difendere il loro regno dagli intrusi.

A sinistra, una finestra semiaperta ci offre l’accesso. Deposti gli zaini su una panchina polverosa, iniziamo l’esplorazione.

Huge yellow and red spider

Piano Terra: Relitti di Ospitalità

L’atrio conservava tracce di vita quotidiana: televisioni intatte, ceramiche, piatti e oggetti sparsi. Alla reception, ripiani ospitavano geta – i tradizionali zoccoli in legno – che tentano la mia collezione personale. L’etica urbexer prevalse: tocco, non prendo.

Poco distante, una statua lignea raffigurava due tigri rampanti su alberi, simbolo di forza e protezione. La cucina e la zona ristorante rivelavano thermos arrugginiti, utensili e curiose barchette in legno, accanto a un’altra TV impolverata.

Il Mezzanino: Bijin-ga e Tesori Nascosti

Salendo scale ripide, l’oscurità e l’umidità avvolsero i corridoi. Una vasta stanza occupava mezzo piano, dominata da quattro figure stilizzate in kimono tradizionali: bijin-ga, dipinti di belle donne ispirati all’ukiyo-e. Pose aggraziate, obi elaborati e kimono floreali evocavano l’eleganza effimera delle cortigiane.

Al centro di un tatami raggrinzato, una bambola ningyō (probabilmente hina-ningyō per l’Hinamatsuri) troneggiava in una vetrina protettiva. Raffigurava una nobildonna in juunihitoe multilayer, simbolo di prosperità per le figlie. Sullo sfondo, videocassette e audiocassette di hit degli anni d’oro, reliquie di un’era analogica.

Piani Superiori: Camere Intrappolate nel Tempo

L’acqua dimenticata continua a vibrare sotto le rovine, come un ricordo che non vuole spegnersi. Il vapore sale ancora, ostinato, da un cuore che nessuno ascolta più.

Le stanze degli ospiti, ancora perfettamente vivibili, trattengono un calore che non appartiene più a nessuno, come un respiro rimasto intrappolato. Dalle vetrate ogni goccia che cade sembra misurare il tempo di un corpo addormentato, incapace di risvegliarsi.

Sedie, televisioni, futon, pareti, ragni, piante – viventi e non viventi – pulsano nel silenzio, fedeli a un rituale che il mondo ha smesso di osservare.

Posizione urbex:

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