Il relitto aereo dell’Islanda

abandoned US Navy DC-3

Da qualche parte nella lontana Islanda, in riva al mare, un vecchio aereo malandato ha trovato riposo. Sono quattro decadi che giace inerme e solamente i gabbiani e le onde conoscono i suoi segreti più intimi.

Contesto storico

Nel pomeriggio del 21 novembre 1973 — i registri ufficiali statunitensi indicano il 24, ma la stampa islandese e le testimonianze oculari collocano l’evento al 21 — un Douglas C-117D della US Navy si schiantò sulla spiaggia sabbiosa di Sólheimasandur. Il velivolo, spesso erroneamente indicato come un semplice DC-3, era in realtà uno dei circa cento Douglas Dakota modernizzati dalla Marina e dal Corpo dei Marines statunitensi nella configurazione cosiddetta Super DC-3, con nuovi pannelli alari, fusoliera allungata e motori più potenti, riclassificato come C-117D nel sistema di designazione tri-service introdotto nel 1962. Questo specifico esemplare portava il numero di serie 17171 ed era stato convertito da un precedente R4D-5 nel 1951.

Il volo di quel giorno era una missione logistica di routine, da Höfn Hornafjörður alla base aerea navale di Keflavík, dopo la consegna di materiali alla stazione radar di Stokksnes — parte della più ampia presenza militare americana in Islanda durante la Guerra Fredda. Secondo un’intervista del 2025 a un membro sopravvissuto dell’equipaggio, Gregory Fletcher, circa quarantacinque minuti dopo il decollo iniziò a formarsi ghiaccio sull’aereo, fino a bloccare il sistema di miscelazione aria-carburante del carburatore e a causare lo spegnimento di entrambi i motori. Senza GPS e con visibilità limitata, Fletcher valutò che le probabilità di sopravvivenza fossero maggiori tentando un atterraggio sulla costa piuttosto che sul ghiacciaio o sulle montagne circostanti, e il pilota virò verso sud, in direzione del litorale. L’aereo toccò la spiaggia gelata, fermandosi a pochi metri dalla linea dell’acqua. Le fonti divergono sul numero esatto delle persone a bordo — si parla sia di cinque che di sette — ma tutti i membri dell’equipaggio sopravvissero senza ferite gravi e furono recuperati con un elicottero nel giro di un’ora.

abandoned plane iceland

Declino e abbandono

La US Navy dichiarò formalmente il velivolo perso e abbandonò sul posto i resti non recuperati. La decisione fu in buona parte pratica: nel 1973 la spiaggia si trovava a circa 3,5 chilometri dalla strada più vicina, che allora non faceva ancora parte della Ring Road islandese e non era ancora collegata da un ponte sul fiume Skeiðará. Recuperare un trasporto danneggiato e già spogliato da una piana glaciale così remota fu giudicato non conveniente, e dopo aver rimosso ciò che aveva ancora valore operativo, la Marina lasciò la carcassa dove si era fermata.

Nei decenni successivi il relitto entrò in un uso informale locale. Per anni servì come deposito improvvisato per l’agricoltore proprietario del terreno su cui era atterrato, e secondo alcune testimonianze fu usato come bersaglio da cacciatori locali, lasciando i segni di proiettili ancora visibili oggi. Le ali e gran parte della coda scomparvero a un certo punto dopo l’incidente; secondo i racconti locali, sarebbe stato un agricoltore a smontarle e venderle, anche se questo dettaglio resta non verificato e viene qui riportato solo come tradizione orale, non come dato accertato.

Quello che abbiamo trovato

Oggi il relitto è uno dei luoghi più visitati del paese, urbex o no — quando siamo arrivati, era difficile ottenere un solo scatto senza un turista da qualche parte nell’inquadratura. La fusoliera è in condizioni sorprendentemente buone: la struttura della cabina è in gran parte intatta, e attorno, sulla sabbia, abbiamo notato quello che ci è parso essere l’alloggiamento dei motori alari, semisepolto. Da vicino, l’aereo sembrava più piccolo di come l’avevamo immaginato — e dopo un’intera giornata di cammino per arrivarci, attraverso sabbia nera piatta senza nient’altro intorno, è stata una strana sensazione di leggera delusione. Cinquant’anni dopo, i gabbiani sopra e la marea a pochi metri restano l’unica compagnia costante di questa fusoliera.

Stato attuale

Al 2024, la fusoliera del C-117D resta relativamente intatta e il sito continua a funzionare come destinazione turistica non ufficiale ma molto frequentata, nonostante l’assenza di qualsiasi tutela formale o gestione in loco. Nel corso degli anni si sono accumulati danni superficiali da graffiti, colpi d’arma da fuoco e dall’enorme volume di visitatori, e la camminata di andata e ritorno — circa due-tre ore su un terreno esposto e battuto dalle intemperie — si è rivelata realmente pericolosa: nel gennaio 2020 due turisti sono morti di ipotermia nei pressi del relitto, sorpresi da una tempesta, e le squadre di soccorso hanno dovuto in seguito recuperare altri visitatori che avevano ignorato gli avvisi meteo. La visibilità del sito è aumentata grazie alle sue ripetute apparizioni in video musicali e produzioni televisive dell’ultimo decennio, incrementando il traffico su una spiaggia che fino al 1973 era praticamente disabitata. Trovandosi su una piana di deflusso glaciale attiva, Sólheimasandur non garantisce al relitto una sopravvivenza a lungo termine: future inondazioni legate ad attività vulcanica sotto il ghiacciaio Mýrdalsjökull potrebbero, in futuro, eliminarlo definitivamente dal paesaggio.

Posizione urbex:

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